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martedì 30 marzo 2010

Gil Jourdan su Collezioneggio.com


E' stato pubblicato oggi dagli amici di Collezioneggio un mio articolo su Gil Jourdan, il personaggio nato dalla fervida immaginazione di Maurice Tillieux e del quale la Planeta sta ripubblicando l'integrale in quattro volumi.
Ringrazio Collezioneggio per l'ospitalità, ed a chi fosse interessato a dare un'occhiata al mio articolo basterà seguire questo link :)

venerdì 19 febbraio 2010

La guerra di Ennis


Voglio segnalarvi il volume "War Stories" (Planeta De Agostini, cartonato, 480 pagine a colori, 35 €), ennesima fatica di Garth Ennis. Otto storie d'armi ambientate durante la Seconda Guerra Mondiale (tranne una, sulla Guerra Civile Spagnola) che parlano nel consueto modo crudo e sanguinoso tipico di questo autore dei fatti, non veri ma sicuramente verosimili, accaduti alle persone che si trovarono a combattere su entrambi i fronti.

Disegnati da uno staff di artisti di fiducia di Ennis quali John Higgins (Hellblazer), Dave Gibbons (Watchmen), David Lloyd (V for Vendetta) e Carlos Ezquerra (Judge Dredd) i vari episodi sono stati pubblicati negli Stati Uniti dalla Vertigo in due albi da quattro storie ciascuno, mentre da noi la Planeta li ha riuniti in una unica uscita, arricchita dalle note a fine volume dello stesso Ennis.
Io li ho trovati belli, qualcuno più degli altri (la storia ambientata in Italia mi è particolarmente piaciuta), e comunque nel complesso si tratta di storie che vanno oltre la descrizione dell'atto in se ma scavano dentro i personaggi e ci mostrano la guerra per quello che è e per come viene vissuta da chi si trova a doverla subire.
Un acquisto consigliato.

martedì 12 gennaio 2010

Guerra di fantasia, ma non troppo


Grazie alle festività natalizie ed all'aumentato tempo da poter dedicare alla lettura, la torre dei leggendi si è abbassata di una buona misura. Insieme allo scampato pericolo di crollo la cosa mi ha regalato la lettura di alcuni ottimi fumetti, e tra di questi voglio segnalarvi la serie DMZ, pubblicata negli States dalla DC Comics sotto l'etichetta "adulta" Vertigo, e distribuita in Italia dalla Planeta De Agostini.
DMZ sta per "Demilitarized Zone", ossia una sorta di terra di nessuno.
Brian Wood immagina in questo fumetto che gli Stati Uniti siano alle prese con la seconda Guerra Civile, esplosa tra il governo e una nutrita parte della popolazione, coalizzatasi contro i propri governanti accusati di aver trascurato la propria Nazione per tener dietro alle guerre ed ai conseguenti affari economici che come "poliziotti del mondo" hanno perseguito un po' ovunque. Conseguenza di questa situazione è una vera e propria guerra civile, che nel fumetto viene ambientata in una Manhattan trasformata in una zona di guerra che vede opporsi le due fazioni in una lotta senza esclusione di colpi, un susseguirsi di azioni e reazioni feroci e sanguinose.
In un racconto che dietro la guerra di fantasia cela neanche troppo velatamente i conflitti sociali e le tensioni realmente palpabili negli States di oggi, la scelta di ambientare il tutto in una Manhattan trasformata in una unica Ground Zero è fortemente evocativa del crollo della certezza dell'intoccabilità che aveva cullato gli USA per tanto tempo, ma che qui trasforma il nemico da esterno alla nazione in una parte della stessa, accecata dal profitto e dalla bramosia di potere.
La contrapposizione tra gli Stati Uniti d'America e gli Stati Liberi d'America è descritta da un giornalista free-lance che ha scelto di vivere il suo personale Ground Zero per poter raccontare la verità. E questa è un altra delle chiavi di lettura dell'opera, quella della richiesta pressante di un giornalismo come mezzo per la testimonianza della verità, con il giornalista non schierato ma assolutamente fedele nella descrizione dell'avvenimento accaduto. E i protagonisti di questo fumetto che si muovono sullo sfondo di una guerra di fantasia rappresentando i problemi reali di una nazione tra obblighi morali, ricerca del profitto e ragioni di Stato sono la testimonianza e la denuncia dei problemi quotidiani che gli Stati Uniti rischiano di perdere di vista, correndo il rischio di ritrovarsi un giorno davanti ad una situazione non troppo lontana da quella narrata, anche se magari esplicitata in modo diverso. Devo dire che tra l'altro trovo tristemente deprimente il parallelismo tra molte delle denuncie qui descritte verso la società americana e la situazione di casa nostra, a testimonianza che da una parte tutto il mondo è paese, e dall'altra che un certo modo di fare politica e perseguire un modello economico e sociale comporta gli stessi rischi, in qualsiasi nazione si pongano in essere.
Efficacemente illustrata dai disegni dell'italianissimo Riccardo Burchielli la serie è arrivata attualmente in Italia al sesto numero (ogni fascicolo raccoglie un ciclo di storie pubblicate negli States), e la tesione narrativa è sempre alta, senza tentennamenti, sempre efficace e interessante.
Il mio consiglio è di procurarsi i fumetti e trovare un po' di tempo per leggerli, e un altro poco di tempo per rifletterci su.