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mercoledì 5 ottobre 2011

Ancora sul Canemucco


Qualche giorno fa commentavo in questo post la vicenda della chiusura del Canemucco, che in altri lidi ben più visibili di questo blog in Rete ha scatenato beghe e discussioni infinite. Oggi mi è arrivata una mail da parte della Coniglio Editore dove comunicano la chiusura della testata e i modi per un rimborso agli abbonati.
Il rimborso, pari a 16 euro (quindi il doppio di quanto "teoricamente" sarebbe toccato) verrà restituito con un bonus in libri o riviste del catalogo della Coniglio Editore, comprendendo anche le spese di spedizione qualora i prodotti scelti avessero un prezzo rientrante nei limiti di spesa del bonus.
Non c'è nessuna informazione di altro genere, ed in fondo altre chiacchiere sui motivi, sui perché ed i percome aggiungerebbero nulla alla storia se non ulteriore combustibile per le polemiche, che personalmente ho trovato spesso pretestuose e forzate. Quello che la Coniglio "doveva" fare in parte l'ha fatto, per la parte econimica ed anche in modo a mio avviso decisamente congruo. Resta il rammarico del ritardo della notizia e dei modi in cui questa cosa è uscita e si è trascinata, perché una mail di questo genere oggi ha un sapore diverso che se fosse stata ricevuta anche solo dieci giorni fa. 
Ho letto della chiusura di Animals con il numero 25, altra conferma del momento decisamente negativo per la casa editrice, penso che i problemi siano talmente grandi che qualcosa sfugga.
Per conto mio, grazie per il rimborso ed un in bocca al lupo per il futuro, 'che non si spenga nessuna voce nel panorama editoriale italiano.

(per completezza e parità di trattamento riporto il testo della mail della Coniglio Editore, così come ho riportato quello di Makkox).

Caro Abbonato,

Con rammarico ti comunichiamo che la pubblicazione della rivista «Canemucco» è sospesa con il n. 4.
Per i due numeri che non usciranno Ti proponiamo un bonus di risarcimento di 16,00 Euro in libri o riviste dal catalogo Coniglio Editore. I prodotti scelti entro i limiti di costo del rimborso proposto verranno spediti senza addebiti di spese di spedizioni. Inviaci la Tua richiesta con una mail a info@coniglioeditore.it.
Le spedizioni verranno effettuate entro 7 giorni lavorativi dal ricevimento della mail di richiesta.

Cordiali saluti
Coniglio Editore

sabato 1 ottobre 2011

Il Coniglio scomparso




Che il mercato del fumetto sia in crisi è un dato di fatto, in questo momento economico poi è ancora più facile che a pagare lo scotto dei tagli di bilancio personali siano i "beni voluttuari" (ed anche se mi infastidisce assimilare la cultura a qualcosa di non primaria necessità devo riconoscere che la carta non si mangia. Non ancora, almeno...).

E' per questo motivo che quando ieri sera ho ricevuto la mail di Makkox (che riporto di seguito integralmente, avendone avuto il permesso) la notizia che il Canemucco fosse scomparso dal panorama editoriale italiano non mi ha colpito particolarmente, il sentore che qualcosa non andasse era nell'aria.
Quello che invece mi ha colpito, e non in modo positivo, è stato leggere l'atteggiamento che l'editore (Coniglio Editore in Roma) ha tenuto nei confronti di Marco e dei suoi collaboratori. I mancati pagamenti e la "scomparsa" della struttura che doveva stampare e distribuire le copie della rivista da dopo la quarta uscita sembrano non avere giustificazioni note (che esistano lo do per scontato, ma le conosce solo l'editore, e non gli autori). E sopratutto non c'è alcuna notizia di come l'Editore, che ha incassato le quote di abbonamento, abbia intenzione di comportarsi con noi (si, anche io) abbonati.
La situazione della Coniglio Editore non è tranquilla, e questo lo so.
Terminata precocemente l'esperienza di Touch dopo soli due numeri, Scuola di Fumetto ed X-Comics stanno uscendo in edicola con ritardi pesanti. Sull'editoriale dell'ultimo X-Comics proprio Coniglio ha dichiarato le difficoltà che la casa editrice sta attraversando. Il marchio "Coniglio Editore" è stato ceduto alla StruWWelpeter, che dovrebbe proseguire la diffusione delle testate, e la cosa è visibie sui siti di entrambe le case editrici. Ma al di la di questo, non c'è una riga ulteriore che spieghi agli abbonati, lettori e potenziali clienti delle testate (e quindi a chi dovrebbe garantirgli i guadagni) come stanno le cose.
Insomma, la barca naviga in acque scure ed agitate, nella buia notte, però sarebbe bello sapere quali intenzioni ci sono da parte dell'editore per risolvere almeno questa cosa.
Marco ha dimostrato, esponendo le sue idee, che le strade per arrivare ad una soluzione esistono. Certo non possono sopperire in toto ai fascicoli ancora virtualmente mancanti (ma credo proprio che lo saranno anche praticamente, a meno di miracoli), però denotano quantomeno uno sforzo, neanche piccolo, per venire incontro ai lettori ed agli abbonati che hanno creduto nell'iniziativa. Una forma di rispetto che è merce rara, oggi, e che merita il massimo plauso possibile. Come leggerete nella mail, Marco (che finirà comunque la saga di Don Mimì iniziata sul Canemucco e la pubblicherà integralmente) parla di una serie di iniziative già avviate per le quali si è impegnato (e non solo moralmente) a far riconoscere agli abbonati, dal futuro editore (BAO Publishing, nella fattispecie), un modo per recuperare le somme già versate (ad un altro editore...) nel caso volessero completare l'acquisto della storia di Don Mimì. Ed ha indicato un modo comunque gratuito per permettere a chi non volesse ricomprare un volume ex novo di poter leggere comunque la fine, ossia utilizzanzo un formato elettronico quale il .PDF oramai fruibile da tutti.
E' ovvio che non è la stessa cosa, ma è comunque un modo per tenere fede ad una parola data, e personalmente penso che (anche riconoscendo a Makkox una genialità fuori dal comune) non occorreva un genio per pensarci.
Un riconoscimento e la mia imperitura stima a Marco quindi per essere una persona così, che dovrebbe essere uno standard ma invece sta diventando cosa rara.
Alla Coniglio Editore invece, augurandole ogni bene e sperando possa risolvere i problemi certamente pesanti che sta subendo, vorrei tirare le orecchie non fosse altro che per il modo in cui tiene all'oscuro i suoi lettori. 
Ovviamente questo blog è disponibile a pubblicare qualsiasi chiarimento voglia essere fornito dagli interessati, non dovrebbe esserci bisogno di dirlo ma lo dico ugualmente :)


(Segue il testo della mail / newsletter inviata da Makkox agli abbonati a Canemucco)


Cari Abbonati
è arrivato il momento in cui mi è possibile parlare de il Canemucco tirandolo fuori da quel limbo silenzioso in cui l'ha relegato l'editore, perché, non va mai dimenticato, il Canemucco è una testata di Coniglio Editore, non di Makkox: quest'ultimo è solo un autore; dicevo, è arrivato il momento in cui m'è possibile parlarne perché vi potrò dire del futuro e non del passato che, dal punto di vista editoriale, mi compete marginalmente. Le spiegazioni su accordi passati spettano ad altri. È l'editore a dover farsi sentire in merito alle sorti della rivista e all'impegno preso con gli abbonati, non l'autore. L'autore parla di contenuti, e se si spinge a dire qualcosa di più è solo cortesia. Ma anche la cortesia s'infrange sul limite delle competenze.
A proposito di cortesia e doveri: voi l'avete mai sentito Coniglio Editore esprimersi in merito al destino di questo suo prodotto e al destino dei quattrini che i suoi abbonati gli hanno versato in anticipo per sei numeri dello stesso? Inutile cercare: l'editore ha incassato e bonanotte. E per chiarire l'ovvio a chi non ci arrivasse: io non ho mai avuto alcun potere di incasso, com'è giusto e naturale che sia, inoltre, e questo lo aggiungo per tigna, né io né la redazione né gli autori abbiamo mai percepito un cent (1 cent) dalla Coniglio Editore.
Giusto per ricordare visivamente ai più scettici su quale conto avete versato i vostri soldi per l'abbonamento, vi posto il link della pagina di sottoscrizione: sotto il pulsante in fondo per completare la transazione c'è una scrittina e c'è sempre stata, controllate voi stessi.
Per i più pigri, metto qui un capture screen di quest'importantissimo particolare.
Chiarito a chi avete dato i vostri denari, proseguiamo. Perché i denari sono solo una parte dell'accordo sottoscritto, l'altro è la fiducia, e lì c'entro anch'io.
Per correttezza diciamo che l'impegno con gli abbonati era ripartito per funzioni tra Editore e Autore.
L'Autore Capomastro, io, Makkox, dovevo scrivere le mie storie e coordinare gli altri amici autori e impaginare gli albi.
L'editore, oltre a incassare quattrini in anticipo, doveva pagare Redazione e Autori, stampare e distribuire e spedire le riviste agli abbonati.
Ora, pian piano, venendone meno a una per una fin dal PRIMO numero, progressivamente, l'Editore è mancato a tutte le proprie funzioni.
Io, L'Autore, di certo non potevo vivere d'aria e pagare di tasca mia gli altri autori (per alcuni l'ho fatto, poi non m'ha retto il portafoglio), ma ho continuato a produrre QUANDO potevo, e sempre col massimo dell'impegno verso me stesso in primis, un lavoro che lavoro più non era, perché un lavoro è tale se viene pagato.
E avrei continuato a farlo gratuitamente se non si fosse arrivati al punto in cui si è ora: l'editore, che ha intascato dagli abbonati i quattrini per 6 numeri della rivista, arrivato al 4 (tra l'altro esaurito) non stampa più senza dare un perché e un percome. Problemi suoi d'altra derivazione  e mai spiegati a noaltri mortali.
Purtroppo, stampare la rivista in proprio e spedirla etc. non mi è possibile. Non solo perché le funzioni dell'editore in questo caso non mi competono, ma perché economicamente era ed è fuori portata per me, altrimenti l'avrei fatto come con le altre mie autoproduzioni (andate tutte a buon fine senza un reclamo UNO), anche a perdere.
Rimane l'impegno, più con me stesso che con voi, sono sincero, anzi: più che impegno è urgenza, piacere, necessità vitale, oserei dire, di portare a conclusione la storia di Don Mimì che ho in corpo da tanto.
Perché a me, raccontare e disegnare storie mi risolve la vita. Me la rende meno inutile. Ma queste son cose personali.
Quindi ora parlerò di concretezza e futuro partendo da un assunto: La storia di Don Mimì non è un fallimento dal punto di vista del contenuto. Fosse stato un fallimento ne avrei preso atto e bon: chiusa la partita si pensi alla prossima.
Invece l'epopea di Don Mimì ha ricevuto tanti elogi e segni di stima dai lettori, e da tanti addetti al settore, non per ultimo l'intesa (concretizzata sotto forma di opzione contrattualizzata) per un'eventuale traduzione in prodotto cinematografico o televisivo, che la valutazione di fallimento non m'è oggettivamente possibile. Mettici poi che diversi editori m'hanno offerto di pubblicare la raccolta completa in volume una volta che la saga sia terminata, e non servirebbe dire altro. Mettici anche in cima al mucchio che io ADORO questa storia...
Ma si torni alla realtà. La realtà è: un cambio di editore.
Ovviamente nessun editore proporrà mai di stampare i due numeri mancanti per poi spedirne circa 1200 a titolo gratuito agli abbonati che hanno già pagato gli stessi ad un altro editore. Questo è fuori questione. Mi sembra talmente intuibile da non necessitare altre spiegazioni.
Quindi nel futuro c'è il volumone completo e definitivo di 440 pagine che raccoglie la saga di Don Mimì comprese le due puntate mancanti. E questo volumone lo farò con Bao Publishing, perché ne sono innamorati, e perché mi trovo bene con quei ragazzi sotto tutti i punti di vista: in quattro mesi abbiamo tirato fuori TRE libri, insieme, e tutto è filato liscio come dovrebbe filare, ognuno tenendo fede alle proprie funzioni. Ognuno rispettando il lavoro altrui. Poi c'è anche il fattore umano, ma è cosa personale e a voi interessa poco, perché l'urlo che vi sale nel petto in questo momento è più che intuibile.
E noi abbonati?!!! (ho sentito l'urlo fin qui)
Un impegno è un impegno: vi devo la saga di Don Mimì, e vi devo la fiducia e l'affetto che m'avete mostrato, quindi per prima cosa la saga da me avrete, per la parte che mi compete, ovvero storia e disegni.
Ogni abbonato, in contemporanea con l'uscita del libro, riceverà da me il PDF con la parte di storia mancante: praticamente le ultime due puntate, e con questo avrò tenuto fede al mio impegno di narratore.
INOLTRE, cerco di ricambiarvi concretamente anche fiducia e affetto per quello che posso: rinunciando al mio anticipo sulla prima tiratura dell'opera, ho ottenuto, e sempre mille grazie a Bao, perché il mio anticipo non coprirebbe questa spesa, che ogni singolo abbonato ottenga un codice personale di sconto pari a 8 euro (l'equivalente dei due numeri mancanti de il Canemucco) per l'acquisto del volume suddetto. E 8 euro non saranno pari a una percentuale trascurabile del prezzo di copertina, tutt'altro. Ma questo è ancora da quantificare con precisione. Vi farò sapere quando anch'io saprò, e lo saprò a breve, anche se il volume uscirà per settembre/ottobre 2012. Di più non posso fare, e ci ho rimuginato a lungo, credetemi.
ah! Probabilmente si intitolerà "I PesciCani"
un po' il titolo, pensando al passato, è ironico :)
come sempre, con l'entusiasmo che come sempre vince di misura sull'amarezza immancabile nel mio cuore,
Mak

martedì 29 dicembre 2009

Ciao ciao Blue


In questi giorni è arrivato in edicola il numero 200 di Blue, la rivista della Coniglio Editore che tratta di eros ed erotismo. Con questo numero Blue cessa di essere, ed il numero 200 (uscito dopo due 199, l'ufficiale ed un bis dovuto ai ritardi della preparazione del duecentesimo) contiene un numero decisamente elevato di omaggi ai diciannove anni di permanenza della rivista nelle edicole italiane. Al di la dell'apprezzamento per la qualità di questo fascicolo, ed alla segnalazione del numero di chiusura di serie in quanto tale, ai meri fini collezionistici, questo post vuole essere un ricordo del mio incontro con Blue, e della strada fatta insieme a lui.
Diciannove anni fa quella rivista che parlava di eros in modo così diverso dal solito era dirompente nel panorama delle pubblicazioni italiane. Fumetti si, ma con una storia dentro che non servisse solo come scusa per far accoppiare i protagonisti, e con disegni ricercati, autori eccellenti e accompagnati da racconti e articoli non banali, il tutto confezionato in un formato rivista che rendeva giustizia alle tavole pubblicate. Dopo gli anni dei fumetti per adulti in tristi formato libretto, in bianco e nero e soprattutto vittime di un decadimento grafico e contenutistico rispetto agli erotici della prima ora, ai disegni di Frollo e Manara, tanto per citarne un paio, ecco che il sesso e l'erotismo risplendevano nuovamente su pagine gigantesche e lucide, piene di colori e di idee.
I primi anni di vita del mensile furono un crescendo, ci sono storie che ritengo di livello assoluto (ad esempio Talk Dirty, magnifico). Si parlava e disegnava di erotismo in tutte le salse, forme e profondità, ed a fianco di autori già affermati tanto italiani quanto internazionali si tenevano a battesimo o quasi nuovi giovani che si sono poi rivelati di enorme spessore, Gipi per fare un esempio. Man mano che la rivista cresceva migliorava, come un buon vino, e gli interventi importanti si moltiplicavano... fino ad un acme, come per tutte le cose.
Poi, lentamente ma inesorabilmente, il livello della rivista è cambiato. Non dico sia scaduto, semplicemente è cambiato. Probabilmente perché dai e dai, puoi parlare quanto vuoi ma prima o poi sugli stessi argomenti ci si ritrova a dire cose già ascoltate, dette, scritte, masticate, digerite. Ed allora o si corre il rischio di ripetersi, o si prova a cambiare. Però in un campo come quello dell'eros il cambiamento spesso rischia di spostare semplicemente più oltre quel limite che non si voleva superare. Ed allora dai, parliamo di queste "devianze" (pregasi notare le virgolette) che magari possono essere interessanti, ma che piacciono a pochi lettori e dopo un po' stufano. E dai, pubblichiamo questi autori che propongono linguaggi espressivi diversi. Anche se diverso magari non necessariamente significa più bello. E ci si trova a leggere tavole con disegni improbabili, dove l'eros non c'è e la trasgressione sta più nell'ermetismo dei testi. Dare spazio al nuovo, nel caso di Blue, a me ha dato l'idea che in realtà fosse un modo per mascherare una crisi, di collaborazioni e di vendite con perdite anche importanti tra gli autori ed i lettori, non necessariamente in questo ordine.
Oggi Blue è arrivato al capolinea, un po' per scelta ed un po' per necessità. Negli ultimi editoriali si parlava di crisi di vendite, paradossalmente "incolpando" anche gli edicolanti che inseriscono Blue tra le riviste porno, nascoste agli occhi innocenti dei giovani (che poi sono gli stessi che filmano le loro prodezze sessuali per metterle su youtube) e posto così fuori mercato... il motivo della chiusura ufficialmente è un cambio di testata, che secondo Coniglio dovrebbe riportare nuova linfa e visibilità alla rivista.
Io lo spero per loro, e per Blue (o per Touch, come dovrebbe chiamarsi da marzo). Però penso che se nelle loro intenzioni c'è il perseguire la stessa linea editoriale degli ultimi Blue, con una visione cervellotica e falsamente chic dell'eros come per doverlo necessariamente elevare al di sopra della grettezza delle umane pulsioni, la battaglia rischia di essere persa in partenza. Blue era bello perché parlava di sesso gioiosamente ed intelligentemente, senza falsi pudori e senza pretese cerebronanistiche. Tornate su quei toni, e torneranno i lettori, gli stessi che rispondevano ai questionari in massa o che affollavano di lettere deliziose l'angolo della posta. In caso contrario si rischia solo di creare un doppione di Animals più orientato verso l'erotismo ma che, seppur transitando per altra strada, arriverà nello stesso punto: al nulla.
Comunque, a Coniglio ed al suo staff voglio esprimere di cuore il mio in bocca al lupo per la nuova esperienza, ed il mio grazie per la compagnia che mi è stata fatta in diciannove anni della mia vita e per le finestre aperte nella mia mente verso panorami che prima si potevano solo intravedere tra le lame delle persiane serrate.

mercoledì 23 dicembre 2009

Lampi di luce antica


Ieri in edicola ho trovato lo speciale di Animals, "Tesori". Premetto che ho cessato di acquistare la rivista dal numero quattro, dopo averla presa dall'inizio attratto dai nomi e dal nome dell'editore. Una delusione, che ho reiterato altre tre volte sperando in meglio, in una correzione del tiro, in un moto d'orgoglio, in qualcosa che giustificasse l'investimento di cinque euro in qualcosa di più che un po' di carta patinata, poi ho desistito. Fino a ieri, quando l'incontro con 98 pagine di fumetti, senza articoli e prosopopee varie, mi hanno tentato e mi si è riaccesa in automatico la modalità "acquirente compulsivo inconsulto", e sono uscito dal mio pusher di nuvolette con otto euro in meno e un po' di carta in più.
Beh, l'ho trovato bello. Ci sono otto storie per lo più pubblicate in riviste di nicchia o quasi un po' di anni fa, o mai pubblicate, che hanno il sapore buono delle cose fatte bene. Mi è piaciuto rileggere uno Gipi già visto su Blue che entra nella sua maturità artistica e non si arrampica nel cielo con voli pindarici, o ritrovare il Makkox di Coreingrapho, o il Mannelli vecchia maniera. E poi Mattotti, Mattioli, Vives e Visentin. C'è anche Scòzzari, che proprio non digerisco, ma si può sopportare, una parte su otto indigesta ci sta.
Si chiama "Tesori" perché, come dice la Scarpa nella presentazione, ripropone piccoli tesori smarriti, scordati o mai visti. A me l'operazione è piaciuta, e devo dire che avrei pagato otto euro anche solo per avere un "Intarsi" di Visentin mai letto, che da solo per me vale l'acquisto.
A questo punto potrebbe venirmi in mente se concedere il beneficio del dubbio alla rivista mensile, visti i risultati di questo speciale... che però è appunto uno speciale, e non la rivista mensile. Mi è piaciuto perché mi ha ridato un po' di quel sapore antico che masticavo con i primi numeri di Blue, o con Frigidaire, fumetti che allora parlavano un linguaggio diverso dal solito, ma distante anniluce dalle scempiaggini lette sul mensile fino a due mesi fa. Ed ho deciso che il dubbio anziché usarlo come beneficio a favore della rivista, lo uso per me continuando nell'astensione dall'acquisto del mensile ed investendo i pochi denari risparmiati in qualche libretto che mi stupisca una tantum, nel bene o nel male.
Però obiettivamente questo speciale di Animals si può prendere per tornare a gustarsi un po' di storie alternative dal sapore antico, ed illudersi che ogni tanto qualche sprazzo di luce si possa intravedere anche da quelle parti.